Aitne

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home L'Associazione

AITNE

La valutazione NeuroPsicoMotoria (NPM): strumento originale dei TNPEE

Sotto la guida di Marinella Rosano le terapiste romane iniziano a praticare una valutazione stesa per iscritto, che indaga dapprima soprattutto le funzioni sensoriali e quelle tonico-posturo-motorie seguendo in parte lo schema dell’esame neurologico, amplificandone alcune parti ed eliminando quelle non pertinenti alla TNPMEE. Vi confluiscono anche osservazioni di ordine kinesiologico, incluso l’esame del sistema muscolare. Le competenze che le terapiste hanno acquisito dall’OT e dalla FKT e successivamente dalle tecniche di facilitazione neuromotoria consentono su questa base di cominciare a stilare già nei primi tempi un programma riabilitativo. Gradualmente la valutazione si arricchisce sul piano delle funzioni cognitive, linguistiche e comunicative, e cominciò a diventare simile alla ‘valutazione neuro-psicomotoria’ attuale. Il programma riabilitativo si amplia parallelamente, per la confluenza delle esperienze maturate sia in campo neuromotorio che in quello neuropsicologico: la globalità dell’intervento viene realizzata nella TNPMEE, rispecchiando quella globalità di approccio che già aveva caratterizzato la NPI delle origini.

La valutazione così come si è venuta ad arricchire progressivamente rappresenta perciò la sintesi e la rilettura nell’ottica riabilitativa di molteplici approcci diagnostici e dell’esperienza maturata nei diversi campi d’applicazione della TNPMEE. Il contributo della psicomotricità si è tradotto nella valutazione dello schema corporeo, dell’organizzazione funzionale dell’asse corporeo, della mimica e della gestualità, e della funzione interattiva e comunicativa del tono muscolare. Oltre a questo è stato ben presto introdotto un bilancio funzionale tra i deficit e i compensi riscontrati.

Dalla TNPMEE all’AITNE: la presa di coscienza di un’identità professionale

Nella storia della professione così come viene raccontata dalle prime terapiste, all’inizio i momenti formativi e le esperienze professionali si sovrappongono: le TNPEE imparano dal proprio lavoro, costruendo la nuova disciplina. Come riferiscono esse stesse, in quel momento sono più preoccupate dall’esigenza di conseguire dei risultati pratici che dalla teorizzazione del metodo, che del resto non sembra competere al loro ruolo. Sono i medici coinvolti nella gestione dei servizi di riabilitazione che presentano in sede congressuale delle considerazioni teoriche e metodologiche sulla TNPMEE degli inizi. L’inventiva e la creatività delle terapiste nello sperimentare l’intervento riabilitativo sono state incentivate dalla scelta di Bollea di non aderire ad una tecnica riabilitativa in particolare, privilegiando un approccio dinamico ed eclettico, capace di prendere spunto da modelli diversi.

Il lavoro clinico è caratterizzato da una certa collegialità, il rapporto tra gli operatori improntato ad una forte collaborazione e scambio di idee (ma spesso descritto come fortemente asimmetrico nei confronti del medico). Di fatto, l’abitudine a scrivere relazioni, la discussione all’interno dell’equipe, le procedure di presa in carico del paziente favoriscono una progressiva presa di coscienza della propria professionalità e costituiscono uno stimolo alla ricerca di strumenti di valutazione e di intervento propri della professione.

Nel gennaio 1997 esce sulla GU il profilo professionale del TNPEE, alla cui formulazione e definizione non è invitato a partecipare, nei contesti ufficiali, accanto ai neuropsichiatri infantili, nessun TNPEE: è il momento conclusivo del processo di differenziazione consapevole dalla neuropsichiatria infantile delle sue“creature”, che iniziano a rimarcare in modo cortese ma determinato la loro individualità professionale, un’”originalità” che è in grado di gestire i propri processi (e pertanto pretende di farlo), non solo sul piano pratico ma anche e soprattutto su quello teorico. Il TNPEE ha creato, interpretandolo per anni, il proprio ruolo e quindi lo conosce meglio di qualsiasi altro: diventa improcrastinabile l’esigenza di costituire un’associazione, con lo scopo di creare una cultura della professione e di promuovere, non solo nel mondo accademico ma anche nella realtà sociale e professionale, la validità e l’originalità di una formazione specifica per l’età evolutiva.
       Il compimento di questa storia avviene con la promulgazione della legge 10 agosto 2000, n. 251, che sancisce la nascita delle professioni sanitarie della riabilitazione di cui il TNPEE fa parte. Tale legge conferma e recepisce il profilo professionale, definendo le aree di competenza e le specificità della professione: il TNPEE (al cui esercizio è possibile accedere solo tramite i Corsi di Laurea univeristari) interviene nell'area neuomotoria, sensoriale e neuropsicologica; è responsabile di una presa in carico globale del bambino; adotta una pluralità di metodi; si occupa eslusivamente di età evolutiva. Link al Profilo.

L’AITNE c’è…

L’AITNE opera da 20 anni in vari ambiti istituzionali per essere presente nei momenti decisionali relativi alla professione. Nel tempo ha raggiunto i nodi fondamentali di programmazione dei due ambiti formativo e lavorativo, per poter garantire i diritti non solo dei soci, ma anche della professione stessa; ha proposto riflessioni e scambi su questioni di carattere deontologico, etico, scientifico, nonché sulla necessità di omogeneizzare la formazione per rendere il titolo accademico totalmente rispondente al profilo e ugualmente spendibile sul piano nazionale e, laddove possibile, internazionale.

A livello universitario, un rappresentante AITNE assiste ai lavori della Conferenza Permanente dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie, che "riunisce i Presidenti dei Consigli di corso di Laurea e di Laurea specialsitica e i Coordinatori degli insegnamenti professionalizzanti espressi in ogni singola sede univeristaria, nonché i rappresentanti delle singole professionalità alle quali i Corsi di Laurea universitari sono rivolti". La  che si occupa di decidere in merito ai corsi di TNPEE su tutto il territorio nazionale (numero chiuso, core curriculum, core competence, equipollenze con i corsi esteri…).
        A livello professionale, l’AITNE partecipa con il proprio presidente e con relativi referenti ai lavori del CONAPS (COordinamento Nazionale Associazioni Professioni Sanitarie) e del Co.Ge.APS (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie).
        Inoltre è tra le professioni rappresentate dal referente per l’area della riabilitazione nella Commissione del Ministero della Salute per gli eventi di Educazione Continua in Medicina (ECM).

(Fonti: F. Galletti, P. Rampoldi, M. G. Sturniolo, Esperienza e formazione nella Terapia della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva: la nascita di una professione e di una metodologia riabilitativa - P. Rampoldi, Le origini della riabilitazione attraverso i racconti delle prime terapiste della Neuro e Psicomotricità dell'Eà Evolutiva).